Racconto ad uno straniero 

 

Sono nata in un posto. E che te lo dico a fare, è stupendo 

Qui ho praterie immense, tutte verdi, ho anche le montagne, e il mare, certo! anche quello! 

Sono fortunata, qui ho tutto  

Se alzi gli occhi la notte si riempie di stelle e il cielo comincia a fare paura a volte, tipo quando piove. 

Ma io ho le coperte 

Qui, dove sono nata gli alberi ci regalano la fame, e i ruscelli la sete 

Nel mio posto la gente si ama, a volte si odia, quando succede io ci rimango male 

Perché dove vivo è così bello, non ho tempo per odiare 

Lo vuoi un abbraccio? Qui da me gli abbracci sono potentissimi  

E i baci… quelli sì che fanno girare la testa, li abbiamo inventati noi sai? Per dirci ti voglio bene 

Come quando gli uccellini cinguettano al mattino, perché sono felici 

Voi li avete gli uccellini? 

Dove sono nata la sabbia scotta ma non fa male,  

Però non è come le armi, quelle fanno male, e gli schiaffi, e le bombe e i bambini che non sorridono 

La mia città non è più come te la raccontavo,  

Non ho più l’erba in giardino, e la mia casa è rimasta con sole due mura 

Non ricordo più il viso di mio padre 

Dove sono nata non era di nessuno,  

Ora è dei potenti, di quelli con le armi, e con i soldi, con le armature e le cravatte, alcuni comandano e altri eseguono 

Dove sono nata una volta ubbidivamo alla luna e al sole, al giorno e alla notte 

Dove sono nata si chiamava Terra,  

Ora appartiene agli altri.  

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